La scuola-laboratorio come ambiente di apprendimento
   Le nostre scuole dell'infanzia hanno accolto la svolta verso prospettive educative che sostengono il valore fondamentaledell'esperienza nei processi di apprendimento. Autori quali Piaget, Vygostkij, Bruner, a cui facciamo riferimento hanno messo in evidenza il costruttivismo del pensiero nell'incontro attivo con l'altro e con i linguaggi della cultura. Il fare, inteso come esperienza manipolativa, motoria e percettiva rappresenta, pertanto, il ponte di collegamento fra il mondo dei fenomeni sensibili e il mondo della logica con le sue rappresentazioni simboliche. Un processo complesso giocato sulla mediazione didattica competente e tre indicatori del fare: l'attenzione dei sensi, l'azione del corpo e l'intenzione della mente. Rendendo attive le mani, le emozioni e i pensieri dei bambini e degli insegnanti, riteniamo sia possibile promuovere la conoscenza consapevole e attiva come una necessità del pensare e del vivere.
La progettazione per competenze
   Il progetto culturale e pedagogico delle scuole è  orientato verso forme di apprendimento che integrano l'acquisizione di conoscenze e di capacità da parte dei bambini con lo sviluppo di qualità personali, ossia dei modi che caratterizzano l'agire di ognuno in termini di stili cognitivi, di modalità di azione e di strategie di motivazione. In altre parole, la personalizzazione degli apprendimenti cui le Indicazioni ci chiamano per lo sviluppo delle competenze di ogni bambino, è intesa come attenzione formativa non solo agli aspetti della conoscenza (saperi) e delle capacità (modelli operativi), ma anche delle qualità personali (il modo di essere nell'esperienza). Le scelte metodologiche di carattere ludico, interattivo, narrativo ed esplorativo sono parte integrante di questo processo poichè favoriscono nei bambini una disponibilità aperta e critica al mondo, di cui diventano attivi e consapevoli costruttori. La finalità educativa di questa significativa evoluzione nei processi di insegnamento-apprendimento appare la scoperta della motivazione e del piacere di conoscere, in una prospettiva di formazione che attraversi l'esistenza oltre il tempo della scuola
La socializzazione per andare verso una nuova cittadinanza
    Imparare a vivere insieme rappresenta, a nostro avviso, la sfida educativa maggiore, alla luce dell'incontro crescente fra culture e valori diversi. Contraddizioni e conflitti che spesso accompagnano il fenomeno, ci inducono verso la ricerca di contesti relazionali che privilegiano la scoperta di sÚ e dell'altro attraverso il dialogo, l'ascolto, il confronto e la partecipazione a comuni progetti di vita e di apprendimento. Riteniamo, infatti, che l'assunzione e la formazione dello stile cooperativo possano realizzarsi in contesti concreti di gioco e di ricerca, in cui l'impegno cognitivo sia sostenuto da valenze emozionali ed affettive. L'intenzione è che ogni bambino, dentro la propria differenza, sia in grado di riconoscere l'esistenza di altri punti di vista e la concreta possibilità di partecipazione ad un progetto comune, in cui azioni e intenzioni siano condivise.
L'apprendimento personalizzato per cominciare a costruire un nuovo umanesimo
    Autonomia di pensiero, responsabilità personale, sensibilità estetica e valori di pace rappresentano obiettivi irrinunciabili del nostro progetto educativo che presuppone la complessità dell'esperienza personale nella molteplicità di forme espressive e di possibili contesti di vita. In questo orizzonte la relazione educativa è tesa ad accogliere la varietà individuale, espressa attraverso la molteplicità degli stili cognitivi e delle forme di intelligenza, che si manifestano già dalla prima infanzia. Dal punto di vista dei processi di insegnamento-apprendimento lo sviluppo delle qualità personali rappresenta l'aspetto ineludibile del progetto in direzione delle competenze. Nella relazione educativa, per questo, mettiamo in moto strategie di riflessione sul fare che sollecitano ogni bambino e ogni bambina a comprendere i modi in cui la propria soggettività incontra gli oggetti di esperienza, affinchè ognuno sia consapevole dei modi in cui fa ciò che fa e possa agire le proprie strategie in maniera coerente con i contesti e soddisfacente per sè.
Il progetto lettura
Le motivazioni

Il progetto lettura nelle scuole dell’infanzia ha compiuto dieci anni. Gli esiti educativi osservati confermano la scelta di avvicinare i bambini ad un rapporto significativo con il libro nella loro prima scuola. Il libro costituisce infatti un oggetto di grande significato affettivo, emozionale e cognitivo per i bambini, a patto che la sua fruizione si attui in un contesto di relazioni calde e all’interno di percorsi di comprensione e di rielaborazione dei significati.
Gli obiettivi formativi
- Avvicinare i bambini ad un rapporto significativo con il libro a partire dalla prima infanzia, allo scopo di favorire lo sviluppo di motivazioni, atteggiamenti positivi e competenze nei confronti dell'attività di lettura.
- Sviluppare la competenza narrativa
- Educare all'ascolto attivo
- Favorire la costruzione di strutture linguistiche
- Sviluppare l'immaginazione e la capacità di metacognizione
I destinatari
I bambini di cinque anni di tutte le scuole del Circolo.
Gli aspetti organizzativi
In ogni plesso del Circolo è stata allestita una biblioteca con testi selezionati sulla base di criteri quali la varietà di tipologie testuali, contenuti che presentano valori sociali ed umani positivi, aspetto grafico suggestivo, modalità espressive diversificate (prosa, rima). Il prestito dei libri viene effettuato settimanalmente, in un giorno stabilito, in modo da creare al bambino impegno e punto di riferimento circa la restituzione. E' necessaria la collaborazione dei genitori per la lettura del libro prescelto e la guida alla comprensione dei contenuti presentati nel testo. La restituzione del libro è accompagnata da attività grafiche e di riflessione che mirano ad approfondire e a consolidare gli apprendimenti avvenuti.
La ricerca di sinergie educative
Le docenti di scuola dell'infanzia sono sensibili al problema della continuità educativa e si adoperano per realizzare raccordi sia con enti e servizi presenti sul territorio, sia con le famiglie, allo scopo di superare la frantumazione e l'occasionalità delle proposte formative, nell'ottica di uno sviluppo armonico della personalità infantile e delle responsabilità condivise. In proposito le scuole dell'infanzia realizzano:
- incontri periodici con le famiglie
- iniziative di promozione sociale finalizzate alla conoscenza e al rispetto, da parte dei bambini, del patrimonio naturale e culturale della propria città. In proposito si avvalgono di collaborazioni con il Museo Civico, il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, la Provincia, il Comune, la TEAM, l’Unicef, le biblioteche provinciale e regionale, il Parco della Scienza;
- rapporti con la A.S.L., relativamente alle attività di diagnosi funzionale per bambini in situazione di handicap;
- rapporti con Istituti di Credito ed Enti per finanziamenti finalizzati alla realizzazione di iniziative nelle singole scuole.
La complessità dell'azione formativa pone inoltre l'esigenza di una continuità e unitarietà da esercitare anche all'interno della scuola attraverso:
- una comune visione pedagogica da parte delle docenti, riconducibile all'idea di bambino come soggetto attivo e costruttore del proprio sapere
- la progettazione didattico-educativa integrata
- l'adozione di uno stile di relazione adulto-bambino fondata sull'ascolto e sulla domanda
- la costruzione dei processi di apprendimento attraverso l'esplorazione, la riflessione attiva sull'esperienza e la rielaborazione dei vissuti attraverso linguaggi diversi.
La qualità dei contesti
L’osservazione e la valutazione degli aspetti organizzativi e relazionali della scuola rappresentano la possibilità di realizzare qualificati processi educativi in vista degli esiti che intendiamo raggiungere.
Le azioni avviate in tale prospettiva comprendono l’adesione a progetti sperimentali di innovazione (vedi, nel tempo, ASCANIO, ALICE, altri), momenti di formazione comune fra le docenti, monitoraggi da parte della scuola circa la propria immagine percepita all’esterno e l’ampliamento dell’offerta che si avvale della collaborazione di esperti esterni.
La formazione
La formazione dei docenti costituisce lo spazio di riflessione personale e di ricercazione necessario per andare oltre le conoscenze attuali e per costruire visioni nuove della scuola, dei bambini e delle famiglie che la "abitano". L'obiettivo è l'evoluzione della professionalità che si esprime non solo attraverso competenze metodologiche, disciplinari e organizzative, ma anche con un atteggiamento proteso ad interrogarsi sui significati dell'azione educativa. A partire dal patrimonio di esperienze di ciascun docente, andiamo progressivamente verso modalità di formazione attive, narrative ed interpretative, che consentono di integrare le singole professionalità, al fine di creare un linguaggio comune e di andare nella direzione di un curricolo unitario. Nell'ottica della continuità auspichiamo, inoltre, percorsi di riflessione comune con le famiglie, gli Enti locali e il personale ausiliario della scuola, che rappresentano, ormai, ineludibili interlocutori per la nostra scuola.
I traguardi formativi
Le scuole dell'infanzia del Circolo, tenendo conto dei traguardi formativi delineati nelle Indicazioni per il Curricolo, delle direzioni di ricerca di matrice costruttivista e culturalista che hanno caratterizzato le proprie scuole negli anni, dei contesti socio-ambientali in cui si collocano le proprie azioni, definiscono le competenze trasversali ai diversi campi di esperienza cui si intende pervenire per ciascuna fascia di età dei bambini. In particolare, alla fine del primo anno di scuola dell'infanzia, ogni bambino dovrà:
competenza linguistica
- Rappresentare se stesso e i contenuti di esperienza in forma verbale, grafica e mimico-gestuale
- Rendere comprensibili ai compagni e agli adulti i contenuti delle proprie esperienze
competenza logico-scientifica
- Orientarsi nei tempi e negli spazi della vita quotidiana
competenza sociale
- Agire all'interno del gruppo dei compagni, in contesti di gioco simbolico, di attività finalizzate e di routine
Alla fine del secondo anno di scuola dell'infanzia ogni bambino dovrà:
competenza linguistica
- Utilizzare modalità di rappresentazione diverse (verbale/gestuale/grafico-pittorica/sonora) per raccontare lo stesso contenuto di esperienza
- Rappresentare contenuti di esperienze diverse (vicende personali/processi di trasformazione/visioni immaginifiche)
competenza logico-scientifica
- Adattare i propri comportamenti ai diversi contesti di azione
- Esprimere le intenzioni che muovono le proprie azioni
- Agire in modo coerente con il contesto
competenza sociale
- Collaborare a costruire, nei contesti di azione, le situazioni in atto
- Portare a termine, con il proprio gruppo, l'attività prevista
Alla fine del terzo anno di scuola dell'infanzia ogni bambino dovrà:
competenza linguistica
- Trasferire competenze da un ambito linguistico ad un altro (ad esempio, regolare la durata di un suono, in ambito linguistico pu= significare esprimersi in maniera descrittiva (durata lunga) o in maniera essenziale (durata breve)
- Raccontare fenomeni ed eventi in modo complesso, stabilendo relazioni di causa, di tempo e di spazio in modo pertinente
- Utilizzare i linguaggi con funzioni diverse (espressiva, descrittiva, narrativa)
- Occupare pienamente gli spazi di rappresentazione previsti
competenza logico-scientifica
- Riconoscere le strategie che sottendono le proprie azioni
- Agire in modo coerente con le intenzioni espresse
- Agire in maniera attiva-riflessiva di fronte a situazioni problematiche
competenza sociale
- Riconoscere regole e valori dei gruppi di appartenenza all'interno della scuola
- Portare il proprio contributo affettivo, operativo e di idee all'interno del gruppo
La documentazione didattica e il portfolio
La documentazione didattica rappresenta per noi la possibilità di raccontare non solo il bambino e i modi in cui egli costruisce i suoi apprendimenti in questo primo segmento scolastico, ma anche la scuola e i contesti di esperienze che gli consentono la graduale costruzione della sua mappa conoscitiva, relazionale ed emotiva.
Per questo, nel periodo successivo alla riforma Moratti, abbiamo accolto positivamente la redazione del portfolio che ha sostanziato maggiormente la riflessione educativa sugli aspetti culturali, metodologici e relazionali che caratterizzano il progetto di ciascuna scuola. L’esperienza formativa connessa al documento da produrre e la ricercazione effettuata nelle singole scuole, ha prodotto, in tal modo, significative ricadute sulla prassi didattica e sulla qualità dei processi formativi.
Alla luce delle esperienze effettuate e nell’ottica della documentazione didattica come modalità di dialogo con le famiglie, di trasparenza delle scelte, di autovalutazione dei processi di insegnamento-apprendimento da parte della scuola e di continuità formativa, realizziamo attualmente:
- la restituzione ragionata, a ciascun bambino, del percorso di apprendimento seguito nel corso dell’ anno scolastico;
- incontri con le famiglie in cui commentiamo i prodotti realizzati dai bambini, offrendo una possibilità di lettura ai genitori nel senso dei bisogni che i bambini esprimono e della peculiarità dei loro modi di crescita;
- materiale multimediale contenente esperienze particolarmente significative realizzate nella scuola, da diffondere alle famiglie e da conservare nell’archivio di “buone pratiche” del Circolo.
- La redazione del portfolio per i bambini iscritti all’ultimo anno.
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